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I Monti Dauni

Alberona

alberonaUn piccolo presepe incastonato alle pendici del Monte Stilo è la cartolina che fotografa Alberona. Artefici della nascita di questo caratteristico borgo sembra furono alcuni esuli calabresi che, per trovare riparo dalle incursioni saracene, si rifugiarono nella cava di un maestoso albero secolare, un alberone. Da qui originò il nome Alva-rona, poi Alberona.
Secoli di storia hanno determinato il destino di Alberona, alternato tra momenti di florido sviluppo e grave declino. Legnaia dei Saraceni per concessione di Federico II nel 1220, feudo riconosciuto dei Templari alla fine del 1200, scenario dei violenti scontri e battaglie legate al Regno di Napoli fino al 1418, vittima alla mercè della peste a metà del 1600, dimora dei Cavalieri di Malta nel 1800 e destinataria del fenomeno del brigantaggio. Visitando questo splendido borgo si rimane affascinati dal bianco candore della pietra che fa risplendere le casette del centro e dalle sognanti atmosfere create dalla rigogliosa natura che costella il territorio di freschi torrenti e fitti boschi di querceti.
Queste ricchezze storiche e naturalistiche hanno reso ad Alberona i riconoscimenti “Borghi più belli di Italia” e “Bandiera Arancione”. Alberona, inoltre, vanta anche uno dei più estesi parchi eolici di Europa per la produzione ecosostenibile di energia alternativa.

Biccari

biccariRaccontare le origini di Biccari è raccontare il susseguirsi delle diverse ipotesi teorizzate nel corso dei secoli. Non esistono infatti documenti o dati sufficienti a delineare un chiaro scenario di eventi che portarono all’originarsi di questo delizioso borgo. Secondo alcuni, artefice del primitivo insediamento fu il condottiero normanno Roberto il Guiscardo. Altri affermarono che furono gli abitanti di Lucerna sfuggiti agli attacchi di Costante II, nel 663 a fondare il comune. Altre teorie parlano di origini bulgare, il nome Bukavar, Torre di Guardia, sarebbe diventato in seguito Biccari. Infine le origini potrebbero essere greche risalenti al VIII secolo, in questo caso il nome Biccari sarebbe Bikos, coppa di Giove. Quali che siano le effettive origini, Biccari è oggi un meraviglioso borgo che narra secoli di storia medioevale attraverso le sue architetture, regalando suggestivi panorami e natura incontaminata ai visitatori che vogliono scoprila. Il territorio di Biccari è talmente verde da meritare il soprannome di “Piccola Svizzera”. In località Boschetto, ad oltre 700 mt. di quota, lungo la riva del torrente Organo e a pochi chilometri dall’attuale centro abitato, sono stati rinvenute tracce di un insediamento neolitico, il più alto della Puglia.

Bovino

bovinoSituato in zona collinare, Bovino è sicuramente uno dei “Borghi più belli d’Italia” al confine tra Puglia e Campania, che anticamente ha svolto nei secoli un ruolo strategico nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno. Per descrivere in breve questo luogo, le parole chiave potrebbero essere boschi verdissimi, prosperose sorgenti d’acqua e suggestive architetture storiche. Le sue origini sono molto antiche, anche se non molte sono le documentazioni che possano accertarne l’epoca esatta. Pare che il nome Bovino fosse in origine Vibinium, centro osco-sannitico, già sotto il dominio di Roma quando vi si accampò Annibale nel 217 A.C. Da allora il borgo subì diverse distruzioni, trasformazioni e sviluppi. Nel 876, per opera dell’imperatore Basilio I e dei suoi strateghi bizantini, vennero costruite le mura per migliorare il sistema difensivo. Tra il XII-XIII sec., durante la dominazione di Federico II , visse un periodo di tranquillità e prosperità. Poi dagli Svevi passò agli Angioini, e successivamente sotto il dominio di vari feudatari.

Celle di San Vito

celle-di-san-vitoCelle di San Vito è il più piccolo comune della Puglia e regala al visitatore l’esperienza di un luogo quasi magico. Boschi verdissimi, sorgenti d’acqua purissima, vasti e stupendi panorami. Nelle belle giornate si può scorgere anche il Mar Adriatico e il Golfo di Manfredonia.
Celle di San Vito è anche un’isola linguistica dell’antico dialetto franco-provenzale, eredità che ha influenzato anche le tradizioni folkloristiche del comune. Le origini di Celle sono da attribuire ai monaci che attorno all’anno mille si stabilirono in queste zone per creare un punto di accoglienza e difesa dei pellegrini che si recavano in Terra Santa. Sul monte San Vito costruirono un piccolo eremo e le celle da cui originarono il nome e il sito di Celle di San Vito. Fu nel 1200, quando una colonia provenzale di ex soldati angioini, si stabilì in questi luoghi, abbandonati dai monaci, che a Celle iniziò la tradizione linguistica e culturale franco-provenzale. Il Comune divenne ufficialmente Celle di San Vito nel 1862 per il decreto del Re d’Italia Vittorio Emanuele II.

Faeto

faeto-borgo-anticoDella Comunità Montana del Subappennino Dauno Meridionale fa parte il Comune di Faeto. Un graziosissimo borgo adagiato come un “nido di uccello” sul fianco est del Monte Perazzoni, nella zona più alta a 866 metri di altezza, circondato da un territorio ricco di sorgenti e una ampia varietà di boschi verdissimi. Da questa posizione privilegiata si ammira un suggestivo panorama sui valloni, la piana del Tavoliere e, nelle giornate prive di foschia, l’azzurro mare Mediterraneo e i monti del Gargano. Faeto è molto conosciuto non solo per i tesori storici e naturalistici. Qui è un’isola linguistica che suscita curiosità ed interesse, spesso meta di glottologi e studiosi poiché ancora oggi si parla il francoprovenzale, che non avendo avuto più contatti diretti con la regione d’origine, è rimasto quello del XIII secolo. Inoltre, Faeto può essere considerata anche una straordinaria isola dei piaceri della tavola. Questo territorio vanta infatti una grande tradizione gastronomica, fatta di prodotti coltivati dalla terra e di ottimi prosciutti e salumi derivati dalla carne dei famosi maiali “neri”, razza autoctona.

Orsara di Puglia

orsaraIl paese di Orsara è depositario di vicende che hanno tracciato il corso della sua storia, che ha indubbiamente inizio in epoca molto remota. Il nome ricorda la presenza dell’orso in questi territori. Vanta una posizione centrale fra i due assi della antica Via Trajana e della strada per il Vallo di Bovino, sul pendio del monte San Marco. Il paese deve essere sorto anticamente in epoca non documentata. Le tesi più leggendarie ne attribuiscono la fondazione all’eroe omerico Diomede. Fu la sede, a partire dal XIII sec. dell’ordine dei cavalieri spagnoli di Calatrava, i monaci guerrieri. Nella seconda metà del sec. XVII, il duca di Bovino, Guevara, edificò una residenza di caccia mettendola a disposizione di Carlo III di Borbone.
Storia e natura rappresentano due ottime motivazioni per visitare Orsara di Puglia, ma ne esiste una ancora più ghiotta, essere stata insignita città Slow Food.

Pietramontecorvino

pietramontecorvinoLe origini di Pietramontecorvino sono legate al destino del borgo più antico Montecorvino. A metà del 1400 i violenti combattimenti perpetuati tra truppe angioine ed aragonesi per la conquista del trono di Napoli, portarono alla distruzione di Montecorvino. Molti abitanti fuggirono alla ricerca di un riparo dalla guerra. Alcuni di questi, contadini e pastori, si stabilirono a Pietra all’interno di grotte scavate nel tufo dando origine a quello che sarebbe diventato l’attuale comune di Pietramontecorvino. Nel corso dei secoli l’impianto urbanistico è stato ampliato ed arricchito architettonicamente, mantenendo l’assetto originale che gli ha consentito di ottenere il riconoscimento di “Borghi più belli d’Italia”.

Sant’Agata di Puglia

santagataQuesto piccolo comune, per la sua particolare attenzione alle tematiche ambientali e per essere riuscito a conservare e valorizzare i tratti storici e culturali del suo assetto urbano, ha ricevuto diversi riconoscimenti: Bandiera Arancione – Touring Club Italiano e Premio – Paul Harris Fellow uno dei riconoscimenti più prestigiosi in ambito rotariano.
Le origini di Sant’Agata sembrano risalire all’antico Impero Romano, quando per proteggere il monumentale e strategico ponte sul Calaggio che collegava l’Appia, con le Vie Traiana, Herculea e Herdonea, fu edificata la Rocca chiamata artemisium. In epoca longobarda fu trasformata in castello ed in seguito ristrutturato dai normanni.
Nel corso del tempo la struttura urbana del comune si è sviluppata progressivamente secondo una forma a chiocciola che si svolge dal castello fino a valle, dando vita a vicoli, ripide scalinate, archi, torrette, campanili, case con caratteristici portali, fino all’ultima cinta di cui l’entrata era la Porta Nuova con le chiese posizionate sui lati del paese. Oggi Sant’Agata conserva ancora la doppia cinta muraria e attraverso le sue architetture preziose racconta la storia e la ricchezza dell’antica città.

Testi a cura del portale montidauniturismo.it

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