storiaIl Grand Hotel Vigna Nocelli si trova su di una strada che sin dai tempi dei Romani ha costituito l’arteria più importante della Daunia: l’Appia Traiana. Si tratta della costruzione della prima via militare realizzata dai Romani nel 312 a.C., definitivamente sistemata e dichiarata pubblica nel 109 dall’imperatore Traiano da cui prese il nome. Essa divenne la principale arteria attraverso la quale Roma si assicuro stabilmente il dominio della Campania e determinò una maggiore vitalità economica alle città poste lungo il suo percorso.

Subito dopo la realizzazione dell’Appia Traiana, ne seguirono altre: La Flaminia, La Valeria, La Cassia, L’Aurelia. Tali strade non furono utilizzate esclusivamente per scopi militari, ma anche per mettere a punto un sistema di comunicazione sicuro e rapido che ebbe il suo pieno sviluppo proprio in questo periodo.

Nel Medievo, venendo a diminuire i bisogni legati al commercio, le strade vennero utilizzate soprattutto per il PELLEGRINAGGIO, fenomeno che si diffuse rapidamente in questo periodo. Si sa per certo che la via più frequentata dai tempi dei pellegrinaggi è la via Francigena, itinerario obbligato dei Pellegrini che volevano recarsi a Roma. L’ubicazione del Grand Hotel Vigna Nocelli si trova sul diverticulum della Traiana che da Aecae conduceva all’antica Sipontum, un tratto della via Francescana diventato noto nel XII secolo nei pressi del Candelaro come (Strata Preregrinorum), in quanto luogo di passaggio obbligato per pellegrini e penitenti in cammino da e per la Terra Santa.storia_02

L’epoca di costruzione di Vigna Nocelli sembrerebbe da riferirsi ai secoli XIII-XIV, e cioè al momento in cui anche in Italia cominciarono a diffondersi le forme gotiche elaborate nella regione francese dell’Ile de France. L’avvenimento più importante e innovatore per l’affermazione delle nuove tendenze gotiche nel sud d’Italia, fu costituito dal grande movimento artistico culturale che crebbe in età sveva e si propagò anche nell’Italia settentrionale, specie in Toscana, dove fu il Gotico sottopposto ad una rielaborazione decisa.

Esternamente la facciata dell’edificio del Grand Hotel Vigna Nocelli si articola in tre parti: quella centrale, il cui slancio verticale ricorda vagamente la facciata tricuspidata del Duomo di Orvieto (1310), e quelle laterali, comprese ognuna tra due paraste coronate da guglie. La parete esterna è interrotta da cinque ampi portali, tre posti nella zona centrale e duein quelle laterali, e dal marcapiano che divide orizzontalmente la costruzione; la parte superiore della facciata reca al centro un motivo circolare. I motivi decorativi della costruzione sono dati dagli ornati vegetali e floreali di elaborata fattura armoniosamente iscritti entro le arcate a sesto acuto che, oltre a conferire maggiore slancio all’organismo architettonico, rimandano agli archi ogivali che adornano le opere italiane duo-trecentesche.

Strutturalmente l’edificio è realizzato in una solida muratura portante, lo spessore dei muri è di 95 centimetri e non sembra essere del tipo a secco ma bensì realizzata con mattoni e pietre, così come appare, a seguito del deterioramento dell’intonaco, sia dall’esterno che all’interno; mentre le volte descritte sono realizzate in mattoni.

DSC_5700Lo studio condotto su Vigna Nocelli ha portato ad alcune formulazione di ipotesi, e cioè la costruzione che non può essere considerata né una masseria né un edificio di culto in quanto gli elementi costitutivi essenziali (divisione in navate, abside, zona presbiteriale) . L’analisi storico-tipologica delle masserie della Puglia, con i relativi esempi messi a confronto, ci hanno allontanato dall’idea che possa trattarsi di una masseria tipica del Tavoliere delle Puglie. E ‘poco probabile che la sua costruzione possa risalire ai primi anni del ‘900 in quanto i materiali e la tecnologia della costruzione sarebbero stati diversi. La ricerca archivistica ha fornito più di un elemento; nel 1820 un certo D. Gaetano Nocelli, in località Castiglione, acquista le terre Salde della Posta dei Porcili dissodandone 1/5. Tale Posta dei Porcili è documentata fin dal 1686 nella zona Castiglione-Palmori venire territorio adibito uno Pascolo.

Tenendo Conto Che Vigna Nocelli si trova ubicata sull’Appia Traiana, la prima grande strada di collegamento tra Roma e il sud della penisola italiana (precisamente sulla sua variante diretta uno Siponto), si potrebbe ipotizzare che l’edificio sia stato in passato:
– Una costruzione sorta a scopo strategico per controllare strade e valli in età comunale;
– Un edificio costruito per ospitare i pellegrini che in epoca medievale si recavano ai porti pugliesi per imbarcarsi verso la Terra Santa o che intendevano comunque raggiungere le altre mete minori del pellegrinaggio medievale come il Santuario di San Michele sul Gargano e San Nicola a Bari;
– Una delle tante strutture assistenziali costruite lungo la strada per i Crociati diretti in Puglia per essere trasportati ai porti del Levante;
– Una struttura ricettiva utilizzata nella seconda metà del XIII secolo dai mercanti che esportavano in tutta Europa le merci che giungevano alle città portuali pugliesi dell’Oriente;
– Un edificio adibito a Dogana dato che nei primi anni del Trecento viene istituita dagli Angioini la prima dogana delle pecore, poi ripristinata da Alfonso I d’Aragona che nel 1443 designa il catalano Francesco Montember a capo della dogana con sede prima a Lucera, poi a Foggia;
– Oppure che abbia assolto, nel corso del tempo, tutte queste funzioni non esclusa quella di masseria visto che è stata spesso individuata come ‘tipica masseria del Tavoliere’.

Ricostruzione storica a cura di Angela Antonella Russo e Giuseppe Domenico Iannelli dell’Archeoclub d’Italia, Sezione di Pietramontecorvino (Foggia)